"Andiamo al cinema?" #4 (NoiSiamoInfinito)

La sera di San Valentino come già detto, sono andata al cinema a vedere "Warm Bodies" e, due giorni dopo, non sapendo cosa fare con il moroso e vittima di una brutta influenza, sono andata ancora al cinema. Lo so, se avevo l'influenza potevo stare a casa, ma ho rischiato...
la scelta del film da sabato sera è stato "Noi siamo infinito", film tratto dal romanzo 'The Perks of Being a Wallflower' (Ragazzo da parte) di Stephen Chbosky, con la bella e talentuosa Emma Watson (che non è rimasta solo Hermione di HP), Logan Lerman (Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo) ed Ezra Miller (adorato in questo film!).

La storia narrata è un intreccio di dramma e freschezza giovanile. Tutti e tre i protagonisti hanno una loro vita da borderline che li rende i personaggi deboli e allo stesso tempo forti che tutti gli adolescenti sono in quel preciso momento della propria vita.
Purtroppo ognuno di loro ha un segreto nascosto nel primo Io che li perseguita: Charlie si incolpa della morte della zia, zia a cui era molto legato ma con cui, si scoprirà verso fine film, divide un brutto segreto; Sam, considerata una ragazza facile, nasconde ciò che a 11 anni le successe, strappandole la sua infanzia; Patrick, omossesuale, nasconde l'amore che prova per un ragazzo della stessa scuola che non ha il coraggio di uscire allo scoperto e di fare outing.



Fra un tema su Kerouac e uno sul "Giovane Holden", tra una citazione da "L'attimo fuggente" e una canzone degli Smiths, scorrono i giorni di un adolescente per niente ordinario. L'ingresso nelle scuole superiori lo lancia in un vortice di prime volte: la prima festa, la prima rissa, il primo amore - per la bellissima ragazza con gli occhi verdi che quando lo guarda fa tremare il mondo. Il primo bacio, e lei gli dice: per te sono troppo grande, però possiamo essere amici. Per compensare, Charlie trova una che non gli piace e parla troppo: a sedici anni fa il primo sesso, e non sa neanche perché. Allora lui, più portato alla riflessione che all'azione, affida emozioni, trasgressioni e turbamenti a una lunga serie di lettere indirizzate a un amico, al quale racconta ciò che vive, che sente, che ha intorno. Dotato di un'innata gentilezza d'animo e di un dono speciale per la poesia, il ragazzo è il confidente perfetto di tutti, quello che non dimentica mai un compleanno, quello che non tradisce mai e poi mai un segreto. Peccato che quello più grande, fosco e lontano, sia nascosto proprio dentro di lui.

 Citazione finale del film: 


"Perchè io so che ci sono persone che dicono che queste cose non esistono, 
e che ci sono persone che quando compiono diciassette anni dimenticano com'è averne sedici; 
so che un giorno queste diventeranno delle storie e le immagini diventeranno vecchie fotografie, e noi diventeremo il padre o la madre di qualcuno, ma qui, adesso, 
questi momenti non sono storie, questo sta succedendo, io sono qui, 
e sto guardando lei… ed è bellissima. 
Ora lo vedo: il momento in cui sai di non essere una storia triste, sei vivo, e ti alzi in piedi, e vedi la luce dei palazzi, e tutto quello che ti fa stare a bocca aperta. 
E senti quella canzone, su quella strada, insieme alle persone a cui vuoi più bene al mondo, 
e in questo momento, te lo giuro, noi siamo infinito."



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