"Un segno invisibile e mio" di Aimee Bender.

Ieri sera ho terminato la lettura di un romanzo emotivamente particolare. Questo libro non lo conoscevo, ma l'ho scelto dalla lista di una ragazza che mi aveva chiesto uno scambio... ho deciso di averlo in scambio perchè la trama mi incuriosiva, nonostante le recensioni lette per il web fossero discordanti. La protagonista è una vent'enne di nome Mona che vive attraverso i numeri e la matematica per combattere il suo male d'essere, il suo mal di vivere.

Un segno invisibile e mioTitolo: Un segno invisibile e mio.
Autore: Aimee Bender
Pagine: 300
Edizione: Beat
ISBN: 9788865590669
Prezzo: € 9,00
Genere: romanzo

Voto: 3/5.

Trama: Mona, vent'anni, insegna matematica alle elementari, ha come portafortuna un'ascia affilata e rifugge dalle storie d'amore mangiucchiando sapone; il signor Jones, il suo vicino di casa, porta ogni giorno il proprio umore appeso al collo sotto forma di un numeretto di cera; Lisa, la sua alunna preferita, è affascinata dai tubi delle flebo e dall'ospedale dipinto di blu; il signor Grey, suo padre, è un ex atleta il cui destino potrebbe essere segnato dal numero del pettorale da maratoneta. Tenero, visionario, commovente, venato di tristezza ma colorato di surrealtà, il primo romanzo di Aimee Bender è una favola per adulti per il nuovo millennio.

Questo romanzo, a lettura conclusa, non ho ancora capito se mi sia piaciuto o meno. Dico così perchè mi ha fatto provare sentimenti contrastanti: tenerezza/pietà, simpatia/tristezza, stima/avversione...
Mona è una giovane ragazza che ha passato un' infanzia fredda che l'ha resa un'osservatrice attenta, una bambina che con un talento naturale per la corsa, deciderà di abbandonare un suo possibile futuro nell'atletica perchè ciò portava ad avere impegni verso se stessa, verso la sua allenatrice, verso suo padre, il quale era in gamba come lei nella corsa. Mona crescendo e a causa della malattia del padre (che nel libro è "sconosciuta") si ingrigerà e la porterà a vivere in solitudine.


Il forte attaccamento ai numeri la porterà a diventare un'insegnante di matematica e i numeri saranno il suo mantra, la sua bussola.
L'incontro con due bambine, sue allieve a scuola, molto molto particolari, l'attrazione sia fisica che mentale verso un giovane insegnante di scienze e l'affetto quasi familiare provato per un ex insegnante di matematica, ora proprietario di una ferramenta, faranno crescere Mona giorno dopo giorno e la costringeranno a chiedersi: "Posso essere amata? Sono io quella sbagliata?".
La storia narrata è sia dolce che inquietante e la scrittura della Bender è fluida e avvincente. Riesce con estrema intelligenza a raccontare lo scompiglio interiore della protagonista (la quale soffre di manie ossessivo-compulsive, come tamburellare sul legno o ingerire sapone per le mani), senza diventare la narrazione ne prolissa ne impegnativa. In conclusione è una bella storia, ma per una persona come me - supersensibile e adoratrice di lietofine e non finali in sospeso - ha lasciato un po' di amaro in bocca...

Trailer del film tratto dal romanzo, con Jessica Alba.

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