"Andiamo al cinema?" #54 (LaGrandeScommessa)

Un film con... signori attori, regia moderna, trama capibile, ma dialoghi un po' troppo complicati per chi, come me, non "mastica finanza".


La grande scommessa (The Big Short) un film di Adam McKay, con Brad PittChristian BaleRyan GoslingSteve CarellMarisa Tomei. Uscita italiana 7 gennaio 2016.

Trama: Nell'anno 2005, il mercato immobiliare americano appariva più stabile e florido che mai. Chiunque chiedesse un mutuo, preferibilmente a tasso variabile, era quasi certo di ottenerlo. Per questo, quando Michael Burry si presentò in diverse banche per scommettere sostanzialmente contro l'andamento del mercato, nessuno gli negò la possibilità di farlo, e anzi gli risero alle spalle. Michael Burry, però, aveva visto quello che il mondo non vedeva ancora: una pericolosa e crescente instabilità del sistema, peggiorata dalla vendita smodata di pacchetti azionari pressoché nulli, etichettati in maniera fraudolenta.

Prendete questa mia recensione, o meglio pensiero, per quel che è. Un pensiero da una ragazza che ama il cinema, ma che prende i film di cuore e di pancia per recensirli.

"La grande scommessa" è un signor film, se vi piace il genere. Ha una regia moderna e attori con la A maiuscola, ma - secondo me - non è un film per tutti, solo per la tematica che tratta.
Il fulcro della narrazione - di fatti realmente accaduti - è il mondo della finanza e di tutto ciò che gira attorno alla Borsa e all'inizio della "grande crisi".
Ecco perchè, dico che, questo film non è film per tutti: se non siete abituati a parlare di finanza, se non amate capire i meccanismi dei numeri collegati ai soldi, non andate a vederlo.
Se però siete fan di uno degli attori protagonisti - Pitt, Gosling, Bale o Carell - andate a vederlo perchè tutti e quattro hanno fatto un'ottima interpretazione, ma non da Oscar. Uhuh.
Fortunatamente per chi non mastica il linguaggio finanziario c'è stata una scelta da parte del regista e degli sceneggiatori di introdurre spiegazioni più tecniche raccontate da personaggi "veri" del mondo dello spettacolo come Selena Gomez o Margot Robbie. Apprezzate anche le battute ironiche che hanno stemperato il nervosismo che ti scatena questo film.
Parlo da ignorante in materia quindi, come ho detto prima, prendete queste mie considerazioni per quel che sono. Non boccio ne la regia ne gli attori, ma forse se tornassi indietro nel tempo, a quando ero in fila alla biglietteria del cinema, comprerei i biglietti per "Revenant". Di nuovo.

"Ditemi la differenza tra stupido e illegale 
e faccio arrestare mio cognato!"

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