Segnalazioni #3 | Noi, Fuori controllo & Ritratto di dama (IreneColabianchi/GiorgiaPenzo)

Non mi capita spesso di essere contattata da autrici emergenti (come me) che mi richiedono segnalazioni, ma quando accade lo faccio con molto piacere... anche se devo sempre scusarmi per il ritardo!
Quest'oggi vi vorrei segnalare 2 romanzi di 2 autrici made in Italy, ovviamente: Lucia Tommasi & Giorgia Penzo.



Titolo: Noi - Fuori controllo
Autore: Irene Colabianchi
Serie: Alfieri Series #3
Genere: Dark romance/erotic
Data di uscita: 24 marzo 2017
Book trailer: qui

BIOGRAFIA AUTRICE: Mi chiamo Lucia Tommasi, ho venticinque anni, abito in un piccolo paese della Sicilia e amo scrivere. Ero una bambina di sette anni quando ho iniziato a fantasticare storie d'amore. Condividevo la cameretta con mia sorella più piccola di me di due anni e prima di dormire
inventavo delle storie, facendole sembrare vere, piene di azione, amore ecc.
Crescendo però, mi accorgevo che la mia fantasia non si accontentava più di usare le labbra e le corde vocali, voleva che usassi una penna e il cuore.
Scrivevo come una matta in qualunque pezzetto di foglio libero, anche durante le lezioni e ovviamente la prima a leggere i miei scritti era mia sorella.
Non ho mai detto di questa mia passione a nessuno, neanche a mio marito, all'epoca fidanzato. L'hanno scoperto un giorno, quando ho fatto stampare un mio libro e quasi mi sono commossa nel vedere finalmente l'orgoglio negli occhi dei miei genitori.
Da piccola ho sempre voluto renderli fieri di me, ma era sempre mia sorella quella brava a scuola e la più coccolona. Io purtroppo ero è sono quella di ghiaccio, ma vederli orgogliosi mi ha spinto a voler continuare e spero di non smettere mai.
Non mi sono mai definita un'autrice perchè ci sono molte persone più brave di me, sono solo una ragazza che ama scrivere e mette impegno e cuore dalla pagina numero 1 alla pagina con scritto FINE.

TRAMA: Un pensiero fisso assilla Michele, mentre la paura di diventare padre ancora una volta lo divora. Serena inizia a non poterne più dei suoi continui sbalzi d'umore che lo rendono pericoloso per le persone che lo circondano.
Mentre un grosso affare sarà una benedizione, dall’altro lato sarà anche una maledizione, perché questo porterà Miriam in città e nella sua vita.
Il passato ritorna prepotentemente, confondendogli le idee e un grosso e pesante segreto spazzerà l'ultimo buon senso che gli era rimasto.

ESTRATTO
La mia piccola Viola saltella felice con la sua coroncina in testa e il vestito rosa a pois, vorrei fermare questo istante. Vedere la felicità sul volto di mia figlia mi dà vita e speranza. La speranza di una vita normale e felice.
Mi piego con le ginocchia e allargo le braccia per accoglierla e lei mi butta le braccia al collo. Mi metto in piedi stringendola a me più che mai.
<<Ti voglio bene, papà>>
<<Anch’io te ne voglio piccola mia. Sei la mia principessa>>
<<E tu il mio re!>> La bacio dolcemente, è la mia piccola e nessuno me la deve toccare.
<<Ehi! Non baciare mia figlia con quella bocca, chissà cosa hai baciato>> Ringhia, simpaticamente Serena arrivando mentre metto a terra Viola.
<<Ci bacio te con questa bocca>> Le do uno schiaffo sul sedere e lei mugola.
<<Sei impazzito?>> Sorride a bassa voce. <<Davanti alla bambina>>
<<La bambina è andata via da un pezzo. Che c’è? La sculacciata la vedi come una cosa hard?>> Socchiudo gli occhi e la fisso intensamente. La vedo sciogliersi ai miei piedi e amo questo potere. <<O forse preferisci che ti metto qui, a novanta e ti schiaffeggio qualcos’altro su quel bel sederino?>> Ansima, adoro questo giochino.
<<Meglio di no!>> Ha il fiatone addirittura.
Mi avvicino a lei, il mio corpo struscia contro il suo ed è caldissima, cazzo, nemmeno immagino il calore che avrà dentro. Bravo Michele! Ti sei fatto venire un erezione alla festa di compleanno di tua figlia in mezzo a tanti amici e parenti. E adesso? <<E’ quello che penso io?>> Serena se ne accorge all’istante.
<<Purtroppo si>> Sorrido.
<<E adesso?>>
<<Mi siedo finché non mi passa>>
<<Bravo!>> Mi picchietta sulla spalla e si allontana da me, ma io l’afferro subito.
<<Aspetta, almeno un bacio lo voglio>>
<<Michele ci guardano tutti>>
<<Non me ne frega niente, lasciali guardare. Il tempo di nasconderci è finito da un pezzo>>
La bacio in modo profondo, fino a quando si stacca e si allontana.
Ok, adesso è meglio trovare una sedia. Mi siedo e gli occhi corrono maledettamente al suo sedere che ondeggia. Sono spacciato. 


Titolo: Ritratto di dama
Autore: Giorgia Penzo
Editore: CartaCanta
Genere: narrativa romantica
Data di uscita: marzo 2017
Prezzo: € 13,00 (cartaceo - presto anche in ebook)
Pagine: 152
ISBN: 9788896629970
Goodreads: http://tinyurl.com/jf2omlg
Amazon: http://tinyurl.com/gnaquew

BIOGRAFIA AUTRICE: Giorgia è nata a Reggio Emilia, dove vive tuttora.
Ama il cinema (dove va almeno una volta a settimana), i giochi di ruolo (avete presente Vampire: The Masquerade e D&D?), la mitologia, l’Art Nouveau, divorare biografie di personaggi storici femminili e scappare a Parigi alla prima occasione. È una ragazza nerd nata nel posto sbagliato, nell’epoca sbagliata e laureata alla facoltà sbagliata. Scrivere è la sua più grande passione.
Pubblicazioni: http://tinyurl.com/z6batra

TRAMA: Parigi, notte di San Lorenzo.
Seduta su una panchina di fronte alla cattedrale di Notre Dame, una misteriosa ragazza ha tutta l’aria di aspettare qualcuno. Uno studente di storia dell’arte – Guillaume – la nota da lontano, apparentemente per caso. Appena incrocia il suo sguardo ha un sussulto: è identica alla famosa Belle Ferronnière ritratta da Leonardo da Vinci, quadro a cui è molto legato.
Sono estranei eppure non si comportano come tali. La complicità che li coglie sin dal primo istante li sconvolge, come se avessero vissuto mille vite insieme da qualche parte nel tempo ma nessuno dei due ne conservasse la memoria. Comincia così – quasi per gioco – la loro passeggiata attraverso la Ville Lumiere, mentre le stelle cadenti rigano il cielo. Dal cimitero di Père-Lachaise fino al cortile del Louvre – passando per gli Champs Elysées, dai giardini delle Tuileries e da un bistrot dove tutto pare essersi fermato alla Belle Époque – i due discutono di ciò di cui è fatta la vita: libri, fato, desideri, morte. Ma soprattutto d’amore.
Quello di cui la ragazza non parla è il segreto che custodisce da sempre, in bilico tra il reale e l’impossibile. Chi è lei veramente? Troverà il coraggio di aprire il suo cuore a Guillaume e sfidare il destino? L’alba incombe, la scelta è vicina. Poi niente sarà più come prima.


ESTRATTO
Quando si ritrovò a delineare le iridi, il polso del giovane vacillò. «Lasciamo perdere. È inutile.» Strappò il foglio dal blocco lanciandolo con rabbia dietro le spalle. «Non capisco perché spreco ancora tempo a fuggire.» Indietreggiò da Pélagie fino a sfiorare la parete di stucco veneziano. «Le mie dita vogliono ritrarre lei e nessun’altra.» Strisciò la schiena contro il muro toccando terra con lo sguardo imbrigliato a quello preoccupato della ragazza. «Io voglio lei. E nessun’altra.»
Quasi si accasciò. Affondò il viso tra le mani sporche e a nulla valsero i tentativi di Pélagie d’attirare la sua attenzione. Il nero si amalgamò alle perle di sudore nascoste dietro i riccioli scuri. Sembrava un minatore stremato dall’ennesimo giorno nella cava; un uomo abituato a scavare nell’oscurità, intenzionato a trovare la vena di minerale ma destinato ad accontentarsi dei sassi.
Pélagie si rannicchiò al suo fianco come un ragnetto stanco di tessere la tela. Lo strinse a sé, senza trarne disagio, e il nero sulla tempia di lui si trasferì alla spalla diafana di lei. Erano strani insieme, mal assortiti quanto un bocciolo di vaniglia sopra una torta di pepe.
«Io sono qui» pigolò. «Puoi baciarmi, toccarmi, prendermi, lasciarmi. E continuerò a essere qui. Perché ti ostini a non vedermi?»
Lo sguardo del ragazzo era perso da qualche parte sul pavimento. «Sono suo, Pélagie» replicò calmo. «Te l’ho già spiegato. Perché ti ostini tu a non ascoltarmi?»
[…]
La modella si scostò da lui con violenza. «Cosa manca a me che viceversa la tua damina possiede, eh?» Con uno scatto d’impeto scagliò il mozzicone sul pavimento e lo spense col tallone, furiosa. «La ami sul serio?»
«Sul serio.»
Un brontolio isterico le massaggiò le gengive. «Sei uno stupido. Perché perseveri nell’amare un’idea?»
«Dicono che l’amore trascenda lo spazio, il tempo e addirittura la realtà. È lui a scegliere noi, non il contrario.»
«Ma per quale maledetta ragione proprio lei?»
«Non lo so. Forse per nessuna, e per tutte quelle che l’universo può contenere. Oppure per lo stesso motivo per cui respiro» ammise, disarmato. «Posso trattenermi dal non farlo, ma dopo poco il mio organismo comincia ad avere bisogno d’ossigeno. Nonostante combatta e tenga duro ogni volta un secondo di più, alla fine non posso fare a meno di riempirmi i polmoni. È naturale. Allo stesso modo mi viene naturale amarla e quando provo a lasciarla andare, la mia anima soffoca.»
«Tu sogni, amico mio. Parli come se un giorno potessi incontrarla al mercato, nemmeno fosse una donna qualunque. Come se potessi incrociarla per caso tra la folla durante una delle tue passeggiate notturne.»
«Lei è da qualche parte…»
«È al Louvre!» La modella divampò alla stessa maniera del suo ritratto. Poi si spense piano mentre la gola riassorbiva l’urto della voce tagliente. «E per quanto tu possa aver perso la testa per lei, non ti ricambierà mai. Non può. Fattene una ragione.»
«Non ci riesco.» Il ragazzo lanciò lo sguardo oltre il lucernario alla ricerca di un segno rintanato nell’azzurro, ma il cielo era pulito e senza auspici. Non trovò nulla di più in quel colore che gli interni della mansarda o le iridi di Pélagie gli avessero già svelato.

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